martedì 25 novembre 2014

BORN TO RUN

Qua sotto riporto un articolo scritto dalla dottoressa Catia Gonnelli e dal dottor Guido Marini che,oltre ad essere miei compagni di squadra,collaboreranno con me a questo blog dando suggerimenti sull'alimentazione dello sportivo.
Loro mi affiancheranno nella preparazione dei mondiali di 24 ore che correrò ad aprile 2015.



  BORN TO RUN
Fino a pochi anni fa correre una maratona o superare addirittura i 42 km della maratona sembrava un’impresa da folli.
Oggi correre una ultramaratona è diventata una esperienza senz’altro meno lontana . La ricerca dei propri limiti è una delle attitudini che ha accompagnato l’uomo nella sua storia evolutiva. Inoltre chiunque corra sa quanto allungare le distanze ci fa sentire mentalmente molto bene. La corsa ci regala endorfine e serotonina, una sorta di antidepressivo naturale, e risveglia la nostra parte più ancestrale, perché l’uomo è nato per correre. Ciò che ci differenzia dalla scimmia non è solo il cervello ma una serie di strutture corporee che funzionalmente sono rivolte in modo coordinato verso la corsa di endurance, come hanno evidenziato due studiosi americani nel 2004, Bramble e Liebermann.
Chiunque può correre una ultra, anche il più lento di noi, a patto che abbia un buon apparato muscolo cartilagineo, si avvicini in maniera molto graduale e, soprattutto, abbia tanta voglia e del tempo da dedicare.
Quindi non ci si improvvisa ultramaratoneti!
Fondamentalmente gli aspetti da curare sono: allenamento, stato psicologico e motivazionale ed alimentazione. L’importanza dei primi due aspetti è stata da sempre riconosciuta mentre solo negli ultimi anni si è capito quanto l’alimentazione dello sportivo sia un fattore determinanti la prestazione. Un corretto mangiare quotidiano ed un corretto alimentarsi in gara può consentirci di realizzare al 100% il nostro potenziale. L’atleta non deve solo raggiungere e mantenere un peso in linea con la massima performance ma deve anche trovare una alimentazione in grado di regalargli una salute di ferro che gli permetta di sostenere i periodi di carico di allenamenti. A nulla infatti servirebbe essere magri e deboli, potenziale preda di raffreddamenti e traumi.
La risposta a queste esigenze è stata data nel 2004 dai fratelli Luca e Attilio Speciani che hanno messo a punto un metodo alimentare chiamato Dieta Gift (acronimo per Gradualità, Individualità, Flessibilità e Tono), oggi aggiornato e seguito dal dottor Luca, che non si basa sul controllo delle calorie ma sfrutta i segnali naturali per stimolare il metabolismo attraverso l’attivazione dei centri di regolazione (cerebrali) dell’ipotalamo volti verso il consumo anziché l’accumulo. Lavorando sul metabolismo si conserva la massa muscolare eliminando grasso e acqua di ritenzione che sono una vera e propria zavorra in grado di rallentare sensibilmente la nostra prestazione. Con gradualità e flessibilità.
DietaGift  è un regime alimentare adatto per accompagnare l’atleta dell’ultramaratona  verso la rieducazione alimentare indispensabile al miglioramento delle prestazioni ma rappresenta un modo di mangiare sano ed equilibrato che permette di perdere in maniera naturale il grasso superfluo a  persone di ogni età e sesso.
In questo blog vi daremo consigli utili per affrontare al meglio, dal punto di vista alimentare, la sfida che vi siete prefissati ed arrivare alla gara al meglio delle vostre potenzialità!
Dott. Guido Marini
Dott.ssa Catia Gonnelli
DietaGift Punto di Grosseto,via Bolzano, 7 Grosseto tel.056424370
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Preparare il Passatore : seconda settimana

seconda settimana di carico
ho aumentato i km percorsi. da 95 a 115 circa
ovviamente i km sono indicativi,io partivo da 100 a settimana
sono passata da 100km a 120km,poi 140..il maggior numero in una settimana,ma ne parlerò in seguito

Corsa:
6 allenamenti
25km
3x 15/20km
25km trail
1 allenamento in pista (oppure una gara breve,tipo un 10.000)

Quando non riuscivo a fare 25 km la mattina,facevo 15km mattina e 10km di pomeriggio,sacrificando la sessione di nuoto.

Nuoto:
2 allenamenti pomeridiani di 2km

riposo assoluto solo un giorno

Per recuperare bene in queste settimane intense,faccio sempre un massaggio. A volte può essere doloroso,ma mi permette di scaricare bene le gambe.

Una cosa da considerare è ovviamente che sono una casalinga con due figli,quindi per fare questo chilometraggio....faccio a volte i salti mortali.

lunedì 24 novembre 2014

ecomaratona del chianti 2014





Quest'anno all'ecomaratona del Chianti ho ottenuto un risultato inaspettato. Sono arrivata quarta assoluta.
Dopo l'esperienza del 2013,quando ho corso la gara tranquillamente in 4h 41',ho pensato che quest'anno potevo avere un bel margine di miglioramento.
Sono partita forte,avevo paura di azzardare troppo. Sentivo le gambe girare bene quindi ho continuato col mio ritmo.
Al 20°km,un signore che faceva le foto ,mi dice che sono quinta.Un ragazzo mi fa notare che la quarta donna è a pochi metri da me. A quel punto è un attimo.
Siamo in salita, tutti camminano...ma io sento addosso una scarica di adrenalina e mi dico:devo correre davvero forte!!!!!
Quindi aumento ancora il ritmo e mantengo la posizione fino alla fine. Senza soffrire troppo riesco ad ottenere un risultato per me straordinario. 4 ore e 17 minuti!!!!

come ho integrato in gara

dopo un'ora di corsa ho preso un gel
dopo mezz'ora una "pasticca" energetica
sono andata avanti così fino alla fine
non ho mangiato nulla di solido
ho bevuto molto ad ogni ristoro






giovedì 20 novembre 2014

LA PISTOIA ABETONE

Nel 2013,a causa di uno scossone emotivo dovuto ad uno dei più grandi dolori della mia vita,ho fatto un fioretto...corro la PISTOIA ABETONE.
I commenti di amici e parenti sono stati unidirezionali:te sei matta!!!!
Io all'Abetone non c'ero mai stata...quindi perché non andarci il 30 giugno 2013????
Così ho corso la mia prima ultramaratona senza prepararla,venivo da una prestazione alla maratona di Roma non buona (3h52').Dopo la maratona non ho fatto molti allenamenti specifici,solo qualche vallonato di una ventina di km.
La mia unica spinta era quella emotiva.

Ho scalato la montagna in 5 ore e 55 minuti,ho riso e pianto e conosciuto un podista eccezionale di nome Gennaro che da allora mi aiuta a vivere la corsa in modo ottimale.
Si può tentare la fortuna come ho fatto io,cercare solo nella testa e nel cuore la spinta per finire una ultra..essenzialmente è una sfida con se stessi,con i propri limiti.
Ma quando .come quest'anno per me,si decide di correrla davvero...allora è un'altra storia...allora si spinge con le ambe per 50km senza tirare il fiato...e si soffre di quella sofferenza che piace tanto a noi podisti,che ci rende matti e unici.
Quest'anno ho chiuso in 5h41',ottava ai campionati italiani..soffrendo come una bestia specialmente in discesa.E' li infatti che si può rischiare di sbagliare la gara...se si tira troppo la discesa le ginocchia ne risentono e quando si sale di nuovo (si deve salire parecchio...) non ci si fa.
Devo dire che correre la Pistoia Abetone un mese dopo il Passatone è abbastanza faticoso!!!!


martedì 18 novembre 2014

La preparazione della 100km:Perché correre gli ULTRATRAIL

- Sono divertenti
- Permettono di stare sulle gambe molte ore
- Fanno usare gruppi muscolari completamente diversi da quelli usati in pianura
- Potenziano le gambe

Per gli imbranati come me è fondamentale camminare in discesa. Se lo scopo è allenarsi per una gara come il passatore,dove incontriamo ben 48km di salita,è utilissimo correre simili gare,ma fate attenzione alle cadute!!!
Mi sono allenata fuori strada in salita per circa tre mesi (da gennaio a marzo) .
Aprile e maggio ho evitato grosse salite per non appesantire più le gambe. Si sa  che il potenziamento va fatto molto prima della gara!

Durante la preparazione della 100km del Passatore,ho corso molto fuori strada, in allenamento e in gara.

Una delle scelte più azzeccate secondo me è stata correre l'ultratrail della val d'Orcia un mese prima del Passatore.E'stato il mio ultimo lungo.
Ovviamente ho fatto la versione "corta",cioe" solo 53km!!!
Sono stata sulle gambe quasi sette ore e questo mi ha permesso di gestire psicologiamente in modo più rilassato i primi settanta km del Passatore. Correre sull'asfalto è meno faticoso rispetto al trail.
In sette ore ero ben oltre la metà della gara,mi sentivo più riposata rispetto alle sette ore di trail,e in una gara lunga come la 100km,quando sei al 70°..ti sembra di aver quasi finito!








Sua maestà : la cento chilometri del PASSATORE . COME PREPARARLA

La preparazione della mia 100km

La difficoltà maggiore di correre una 100km è senza dubbio prepararla bene.
Non è sufficiente essere un maratoneta. Ci vuole una spinta mentale ed emotiva ed una preparazione muscolare notevole. Lo scopo è quello di concludere la gara serenamente,con la voglia di continuare a correre.

Ecco come ho fatto io
 
La 100km del passatore era in programma il 24/25 maggio 2014.ho iniziato a prepararla a dicembre 2013,dopo la maratona di Firenze .
Il mio obbiettivo, dopo il primo mese di allenamento era la RONDA GHIBELLINA (26/01/2014),44 km di TRAIL durissimo,con 2400mt di dislivello!!!!!  Lo scopo per me era stare il più possibile sulle gambe,senza cadere e cercare di arrivare viva in fondo alla gara.L'ho corsa senza preoccuparmi della classifica,concludendolola INCOLUME in 6ore e 52 minuti. Molto allenante!!!!!
Ho scelto un TRAIL come prima gara di avvicinamento alla 100km,perché il PASSATORE HA 48km di salita nel percorso. Difficile ignorarlo....

La settimana tipo di carico 

Per tutto dicembre ho aumentato i km percorsi settimanalmente incrementando di 20km.
Ho fatto cinque allenamenti di corsa e due di nuoto. Due giorni di riposo assoluto.Per me sono  stati fondamentali per il recupero.
CORSA
3x 15/20km fondo lento con variazioni di andatura 
1 trail di 20km circa
1 allenamento in pista
 
NUOTO
due allenamenti di 2km che ho fatto di pomeriggio 

mercoledì 12 novembre 2014

Il recupero post maratona

Ho corso la maratona:e ora?!?!

Ecco come recupero io 
Il lunedì in genere mi sento indolenzita,la cosa migliore per me è correre 40minuti lentamente e fare qualche allungo senza tirare troppo.
Ovviamente un'ora in piscina è "la morte sua". Faccio due km di nuoto senza strapazzarmi troppo, rilassa molto la muscolatura.
Nei giorni successivi la ciliegina sulla torta è un massaggio fatto da mani esperte (nel mio caso da Alessandro Bossini,che se non ci fosse bisognere inventarlo.)
Lui mi fa un massaggio che mi consente "un recupero più veloce",a volte sento un gran male,a volte no. Comunque dopo  le gambe sono leggere e mi ringraziano!!!
Per tutta la settimana dopo la gara alterno corsa lenta alla piscina.
Dopo una settimana si riparte con gli allenamenti veri...


Cosa mangio?!?!
Secondo me l'alimentazione è fondamentale per recuperare bene e per NON INFORTNARSI.
Io non sono wonder woman...ho però delle accortezze a tavola ce mi danno una mano.
Noi podisto dovremo entrare nell'ottica che ci si allena anche a tavola!!!!!

Facile dire :ho corso 42km,ora si che posso mangiare quello che voglio!!!! 
Eh no!!!!!! Mica voglio sovraccaricare il fegato!!! La cosa migliore è ovviamente bere bere bere.
Assumere sali minerali,mangiare frutta e verdura.
Come fonte proteica per me al primo posto ci sono i legumi (non mangio carne)
E ovviamente il pesce.
Dell'alimentazione parlerò più approfonditamente in altri post.


Livorno 9 novembre 2014


Ho fatto il personale!!!!!

Parto per livorno domenica mattina alle 6,30.
Macchinata di amici,risate e scherzi.
Ho deciso di i iscrivermi alla maratona giovedì,perché non mi sentivo al top,avevo la tosse,sapevo che il percorso è noioso,quindi non ero sicura di partecipare.pero'livorno "cascava bene",volevo fare un lunghissimo in vista della maratona del sette dicembre a Sabaudia.
....arrivo a Livorno e la giornata è splendida,incontro sulla linea di partenza il mio personale portafortuna: Luciano Bigi,presidente del club Supermaraton,di cui spero di diventare membro prima o poi!!! Lui ha un passo favoloso in maratona,è molto esperto,difficile che abbia cali. Così corro con lui. Ci facciamo compagnia. Impostiamo la gara tra il 5 e i 5,05 al km.
Livorno non è facile,né veloce. È una gara noiosa,dal percorso ripetitivo e non piatto. Il continuo su e giù sul lungomare psicologicamente stanca molto. Per questo credo che per me sia stato di aiuto correre in compagnia.
All'ottavo km prendo un gel (troppo presto!!),al 13 esimo una "pasticchina"enervit. a metà gara sento  la stanchezza...tengo duro,la presenza di Luciano accanto a me mi fa stringere i denti.
Continuo ad alternare gel e pasticche,purtroppo i ristori sono sforniti,vorrei un pezzetto di banana,anche piccolo,ho la classica crisi di fame!!!!
Al 36esimo km Luciano inizia ad allungare ed io sento che non c'è la faccio. Ho finito le batterie.resto sul ritmo di 5,05, poi inizio a calare di 10secondi al km. Mi basta guardare l'orologio per fare un rapido calcolo:se riesco a correre gli ultimi tre km al5 faccio il personale!!proprio il
giorno in cui correvo solo x fare un  lunghissimo!!!
Così stringo i denti e con la vista appannata chiudo la maratona inc 3,34 e spiccioli...correndo l'ultimo km in progressione.