Qua sotto riporto un articolo scritto dalla dottoressa Catia Gonnelli e dal dottor Guido Marini che,oltre ad essere miei compagni di squadra,collaboreranno con me a questo blog dando suggerimenti sull'alimentazione dello sportivo.
Loro mi affiancheranno nella preparazione dei mondiali di 24 ore che correrò ad aprile 2015.
BORN TO RUN
Fino a pochi anni fa correre una maratona o superare
addirittura i 42 km della maratona sembrava un’impresa da folli.
Oggi correre una ultramaratona è diventata una esperienza
senz’altro meno lontana . La ricerca dei propri limiti è una delle attitudini
che ha accompagnato l’uomo nella sua storia evolutiva. Inoltre chiunque corra
sa quanto allungare le distanze ci fa sentire mentalmente molto bene. La corsa
ci regala endorfine e serotonina, una sorta di antidepressivo naturale, e
risveglia la nostra parte più ancestrale, perché l’uomo è nato per correre. Ciò
che ci differenzia dalla scimmia non è solo il cervello ma una serie di
strutture corporee che funzionalmente sono rivolte in modo coordinato verso la
corsa di endurance, come hanno evidenziato due studiosi americani nel 2004,
Bramble e Liebermann.
Chiunque può correre una ultra, anche il più lento di noi, a
patto che abbia un buon apparato muscolo cartilagineo, si avvicini in maniera
molto graduale e, soprattutto, abbia tanta voglia e del tempo da dedicare.
Quindi non ci si improvvisa ultramaratoneti!
Fondamentalmente gli aspetti da curare sono: allenamento, stato
psicologico e motivazionale ed alimentazione. L’importanza dei primi due
aspetti è stata da sempre riconosciuta mentre solo negli ultimi anni si è
capito quanto l’alimentazione dello sportivo sia un fattore determinanti la
prestazione. Un corretto mangiare quotidiano ed un corretto alimentarsi in gara
può consentirci di realizzare al 100% il nostro potenziale. L’atleta non deve
solo raggiungere e mantenere un peso in linea con la massima performance ma
deve anche trovare una alimentazione in grado di regalargli una salute di ferro
che gli permetta di sostenere i periodi di carico di allenamenti. A nulla
infatti servirebbe essere magri e deboli, potenziale preda di raffreddamenti e
traumi.
La risposta a queste esigenze è stata data nel 2004 dai
fratelli Luca e Attilio Speciani che hanno messo a punto un metodo alimentare
chiamato Dieta Gift (acronimo per Gradualità, Individualità, Flessibilità e
Tono), oggi aggiornato e seguito dal dottor Luca, che non si basa sul controllo
delle calorie ma sfrutta i segnali naturali per stimolare il metabolismo
attraverso l’attivazione dei centri di regolazione (cerebrali) dell’ipotalamo volti
verso il consumo anziché l’accumulo. Lavorando sul metabolismo si conserva la
massa muscolare eliminando grasso e acqua di ritenzione che sono una vera e
propria zavorra in grado di rallentare sensibilmente la nostra prestazione. Con
gradualità e flessibilità.
DietaGift è un regime
alimentare adatto per accompagnare l’atleta dell’ultramaratona verso la rieducazione alimentare
indispensabile al miglioramento delle prestazioni ma rappresenta un modo di
mangiare sano ed equilibrato che permette di perdere in maniera naturale il
grasso superfluo a persone di ogni età e
sesso.
In questo blog vi daremo consigli utili per affrontare al
meglio, dal punto di vista alimentare, la sfida che vi siete prefissati ed
arrivare alla gara al meglio delle vostre potenzialità!
Dott. Guido Marini
Dott.ssa Catia Gonnelli
DietaGift Punto di Grosseto,via Bolzano, 7 Grosseto
tel.056424370

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