Nel 2013,a causa di uno scossone emotivo dovuto ad uno dei più grandi dolori della mia vita,ho fatto un fioretto...corro la PISTOIA ABETONE.
I commenti di amici e parenti sono stati unidirezionali:te sei matta!!!!
Io all'Abetone non c'ero mai stata...quindi perché non andarci il 30 giugno 2013????
Così ho corso la mia prima ultramaratona senza prepararla,venivo da una prestazione alla maratona di Roma non buona (3h52').Dopo la maratona non ho fatto molti allenamenti specifici,solo qualche vallonato di una ventina di km.
La mia unica spinta era quella emotiva.
Ho scalato la montagna in 5 ore e 55 minuti,ho riso e pianto e conosciuto un podista eccezionale di nome Gennaro che da allora mi aiuta a vivere la corsa in modo ottimale.
Si può tentare la fortuna come ho fatto io,cercare solo nella testa e nel cuore la spinta per finire una ultra..essenzialmente è una sfida con se stessi,con i propri limiti.
Ma quando .come quest'anno per me,si decide di correrla davvero...allora è un'altra storia...allora si spinge con le ambe per 50km senza tirare il fiato...e si soffre di quella sofferenza che piace tanto a noi podisti,che ci rende matti e unici.
Quest'anno ho chiuso in 5h41',ottava ai campionati italiani..soffrendo come una bestia specialmente in discesa.E' li infatti che si può rischiare di sbagliare la gara...se si tira troppo la discesa le ginocchia ne risentono e quando si sale di nuovo (si deve salire parecchio...) non ci si fa.
Devo dire che correre la Pistoia Abetone un mese dopo il Passatone è abbastanza faticoso!!!!
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